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Skiathos

luglio 7, 2017

 

20170629_103137Sveglia alle 2.40 di notte. In un’atmosfera onirica e surreale nel silenzio della notte devo far alzare il resto della famiglia. I bambini si alzano e si vestono quasi incoscientemente.  Le valigie erano già nel bagagliaio. Si parte verso l’aeroporto in versione notturna. Altri turisti come noi. Decolliamo con un po di ritardo verso le 5.50. Sorvoliamo l’Adriatico e dopo meno di un paio d’ore l’aereo si prepara a questo difficile e scenografico atterraggio nella pista limitata a nord e a sud da due spiagge. Con il taxi raggiungiamo il nostro appartamento a Villa Spartias,  una palazzina curata con un bel giardino e piscina. A 5 minuti a piedi abbiamo la bellissima spiaggia di Xanemos, molto spartana e poco frequentata. Il fondale è chiaro e pulito. Sembra un acquario e la baia è incastonata da due rilievi. Ci riposiamo dall’alzataccia cincischiando. Mina, la custode è molto presente e calorosa. Ci fornisce qualsiasi supporto. Alla sera seguendo un suo consiglio mangiamo in un ristorante panoramico e facciamo la prima esperienza di cucina greca. Deliziosa. Il locale “Agnadio”  si trova nella direzione del monastero Evangelistria ma appena poco sopra l’aereoporto. Il maitre parla italiano. Tra i vari piatti sottolineo la Moussakà e la Ricciola:

L’isola offre un’infinità di spiagge per tutti i gusti. E’ opportuno noleggiare un mezzo per raggiungerle. Un quad o una macchina se si è in cinque come nel mio caso. L’importante è che sia un po’ rialzata perché certi accessi sono conformati con strade di sabbia ripide e in alcuni casi dissestate. Nulla di insormontabile. Ogni lato dell’isola è un incanto con fondali e vegetazioni differenti. L’acqua è quasi sempre cristallina. Se il caldo opprime per qualche giorno poi arriverà un vento che ricalibrerà le temperature sia dell’aria che dell’acqua. La vita nell’isola è easy. Si vive di turismo, il pesce è fresco, ci sono allevamenti di pecore. Le verdure crescono rigogliose e si coltivano anche angurie e meloni. L’isola è montagnosa. E’ una farmacia a cielo aperto  e i profumi delle piante officinali e dei fiori è molto intenso. I panorami dall’alto sono mozzafiato.

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Skiathos è una delle quattro isole Sporadi del Mar Egeo. Sporadi significa “spaiate” un po’ come nel mio dialetto veneto “sparade”. Credo che ci sia una comunanza tra queste parole. Il greco è una lingua bella secondo me. Pur essendo parlata tra i paesi di lingua araba e slava non ha molto in comune con questi idiomi. Sembra sia stata importata da popoli provenienti dal nord. Personalmente trovo delle attinenze nel suono con la lingua finlandese ma è una considerazione personale.  Quest’isola è molto turistica avendo un aeroporto mentre le altre sono più selvatiche e danno l’opportunità di vedere la “Foca monaca” e i defini. Le serate a Skiathos sono piene di vita. Le viuzze si riempiono di aromi e profumi di ogni sorta. Noi abbiamo mangiato su consiglio alla taverna “Alexandros” ma ci sono innumerevoli scelte. Mi hanno suggerito ad esempio “Marmita” e “O’Batis”. In ogni caso si può mangiare bene anche con pochi euro in certi localini semplici come il “No-Name” dove gli spiedini di carne sono veramente appetitosi.

Come aperitivo si può scegliere tra la Birra “Mythos” o l’Ouzo un liquore a base di anice, meglio se allungato con ghiaccio. Ovviamente ci sono anche vini come il Retsina, un vino bianco cui viene aggiunta della resina storicamente per aiutare la conservazione. Preferisco gli altri vini bianchi come l’Assyrtiko (bianco) o l’Agiorgitiko (rosso).  Una delle ordinazioni più frequenti con le temperature calde è l’Eis Cafè. Vi chiederanno se ci volete latte o zucchero. Non è un gelato. E’ semplicemente caffè con ghiaccio. Lo frullano un po’, a volte lo fanno anche con caffè solubile. 

Oltre alle escursioni alle spiagge, isolotti e altre isole limitrofe vale la pena visitare anche il Monastero Evangelistria fondato da alcuni monaci cristiani provenienti dal monte Athos nel 1794. Si trova a pochi chilometri dalla città in montagna. Si possono visitare le cappelle, il museo e c’è la possibilità di acquistare alcuni prodotti del luogo come i vari liquori, i vini, alcuni oli, essenze, spezie, miele oltre ai souvenirs di carattere religioso. Nei pressi si possono vedere i vigneti coltivati tra cui un vitigno “Alypiakos”, una sorta di moscato rosso preferibile, almeno in estate, nella versione vinificata in rosato.

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Le spiagge che ho visitato sono le seguenti:

 

Xanemos beach

 

Lato nord della pista di atterraggio. Fondale cristallino. Sassi rotondi. Una trentina di ombrelloni. Baia incuneata tra un sito archeologico e un promontorio.  2 km dal porto di Skiathos. E’ presente un locale bar-ristorante. Capita di assistere al decollo o all’atteraggio di qualche aereo. La pista è a ridosso del bar. Uno spettacolo inconsueto.

 

 

Psarochoma

 

Nelle vicinanze di Xanemos beach. Prima di raggiungere questa spiaggia svoltare a destra per un centinaio di metri a piedi. Scendere dieci metri e ci si trova davanti ad un paradiso poco frequentato.

Possibilità di trovare qualche nudista e dell’ombra da metà pomeriggio.

 

Gialos beach

 

Le onde che si infrangono continuamente sono i nostri sogni, le nostre preghiere, le nostre domande, i nostri dubbi, i nostri tentativi, e continuano senza stancarsi, senza arrendersi. E sarà così per tutta la nostra vita perché noi siamo le onde e il mare la nostra vita.

Proseguendo in macchina oltre Xanemos girare a destra, salire per un chilometro e mezzo circa e poi svoltare a destra. Si parcheggia e poi a piedi si scende in mezzo a piantine  profumate per 300 metri fino a raggiungere una spiaggia di sassi incontaminata, sempre lato nord dell’isola. Essendo costretti ad arrivarci a piedi la spiaggia è quasi deserta. Un paradiso per pensare e respirare. In alcuni punti troverete dei bastoni di legno appoggiati a rocce o scogli e lì potete adagiarvi gli asciugamani per farvi ombra o per costruirvi una capanna stile Robinson Crusoe. Quando troverete i primi scogli che tagliano in due la spiaggia se avete occhio scorgerete un rigagnolo di acqua dolce che dalle rocce scende verso il mare.

 

Koukounaries

E’ la spiaggia  più nota dell’isola. Sabbia dorata. Pineta alle spalle. Possibilità di attività acquatiche. Molto bella.

 

Aselinos

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Lato nord a pochi chilometri da Koukounaries. Spiaggia sabbiosa piuttosto selvaggia raggiungibile comodamente con strada asfaltata. Un bar-ristorante e tanta sabbia. Nel lato ovest scogli e un po’ d’ombra.

 

Mandraki

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Lato nord. Spiaggia raggiungibile attraverso strada di sabbia. Se si arriva dal lato ovest i panorami sono incantevoli. Selvaggia. Ombrellone indispensabile. Due bar. 

Big Banana

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E’ la spiaggia cult dei giovani. Non molto curata. Si trova poco lontano da Koukounaries sul lato sud ovest dell’isola. Sabbiosa. Musica tecno e cicale si mescolano al rumore delle onde.

Troulos

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Piccola e carina spiaggia a sud. Sabbiosa e attrezzata. Si può mangiare anche alla Taverna Troulos in modo informale nei pressi della spiaggia. Possibilità anche di ripararsi tra gli alberi della pineta.

 

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