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L’arminuta di Donatella Di Pietrantonio

giugno 19, 2018

Recensione di Luigi Tabarini

Gigi Arminuta

Ho avuto modo di sentir parlare l’autrice ad una presentazione dove venivano proposti altri due libri oltre al suo.

Non mi ricordo cosa mi avesse colpito delle sue parole, non lo so, forse la sensazione che ho avuto è di una persona che preferisce esprimersi attraverso la scrittura. Eppure sono riuscito a cogliere qualcosa di essenziale, di vero.

Le prime pagine hanno confermato queste sensazioni. Scrive come piace a me. Senza fronzoli. Essenziale. Carne viva. La descrizione e l’ambiente lo crea chi legge così come la riflessione. Lei ti da il nocciolo.

La bambina, ragazzina protagonista rappresenta e racconta un’esistenza faticosa ma sempre attenta e non arrendevole nei confronti della vita. Forse dentro non è una ragazza forte ma possiede come si suol dire una scorza che le permette di andare avanti, di sfidare se stessa e ciò che subisce. Fondamentale sembra essere lo specchiarsi con la sorella che diviene alla fine la compensazione di ciò che le manca, senza la sorella con cui confrontarsi sicuramente la sua vita le avrebbe riservato molti più dubbi. Invece in lei trova delle risposte.

La madre naturale è tutto ciò che non dovrebbe essere una madre perché sembra non contemplare alcuna forma di amore nei confronti dei propri figli, appare come una donna legata solo alla sua sopravvivenza, la morte tragica di suo figlio la mette in crisi ma ormai non è più in grado di uscire da questa esistenza che ha scelto di incarnare. La madre putativa, seppur in un modo diverso non ha saputo anch’ella slegarsi dalle convenzioni e dall’opportunismo di una vita finto borghese. In un certo senso le due mamme non sono molto diverse. Anche gli uomini raccontati in questo libro sembrano comporre un mosaico di mediocrità, alla fine solo il burbero padre con i suoi evidenti limiti ereditati dal duro lavoro e dalle dure condizioni domestiche lascia scorgere dei tratti umani oltre al povero fratello deceduto la cui personalità sembra distinguersi rispetto agli altri anche se non viene affrontata in modo analitico in questo racconto.

Il giudizio dei compagni di scuola e degli abitanti assume un valore relativo, ispessisce la scorza di chi lo subisce costringendo a ricercare ulteriori energie e linfa vitale dentro di se.

In sintesi questo libro mi ha raccontato delle realtà difficili, di privazioni, di miseria culturale e affettiva e di bambine, adolescenti e future donne che hanno saputo sopravvivere a tutto questo con tenacia, orgoglio e lucidità. Scritto molto bene. Mi è piaciuto molto.

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