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Benedizioni

nonno-e-lorenzo

Capita che tutto ciò che abbiamo nella nostra mente venga acquetato improvvisamente e resettato da un incontro, da un luogo magico, da un gesto o una parola inaspettate. A me è capitato pochi attimi dopo aver girato la maniglia della porta dei miei suoceri e varcato la soglia d’ingresso. La scena che mi sono trovato davanti ha procurato un’immediata emozione da intendere come un’iniezione di serenità. Mi portavo nella mente pensieri di lavoro, aspettative di incontri di aperitivi e soprattutto il mio macigno interiore eppure quella scena quasi teatrale mi ha ripiombato nell’essenza della vita. Si respirava solo autentica magia del mistero umano. Non c’erano tante figure nella scena. Un vecchio nonno sulla sua carrozzina che sbuccia i fagioli e suo nipote intento nei compiti per casa più un gatto non ripreso dall’inquadratura che alza lo sguardo vigile su di me. E il silenzio intorno, silenzio che parla. Poche cose ma ricche di significato e intercettate in uno spazio temporale infinito. Sensazioni simili le ho avute dinanzi a certi panorami che esplodono d’improvviso davanti ad una forcella in montagna magari dopo che la nebbia si è diradata oppure in Chiesa nel raccoglimento dinanzi all’Eucarestia, nello sguardo dolce di una donna che raccoglie tutta la sua bellezza nei suoi occhi e te la dona insieme al suo sorriso, in un sentito assolo di chitarra che si fa spazio tra i fumi di un locale. Per questo amo la vita e amo il mondo e le persone perché possono in qualunque momento riportarmi all’origine, all’origine del mio mistero. Mi sento in viaggio, in viaggio verso questo Assoluto che ogni tanto mi regala una sua fotografia.

 

Supermercato Bio

Sabato mattina. Qualche piccola commissione da fare tra cui prendere un chilo di farina biologica per fare gli gnocchi al cucchiaio e già che c’ero anche il miele. Entrare in un negozio specializzato bio dopo il venerdì sera di bagordi con lo stomaco disastrato è come per una puttana entrare in Chiesa. Mi sentivo a disagio ma con buoni propositi, redimermi? Avvicinarmi allo zenzero? All’interno profili di donne che si muovevano con calma, abiti di lino o cotone naturale, disinvolte davanti al farro, sorrisi misurati, compostezza esibita. Potevano avere dai 45 ai 200 anni. Scopro che la farina si fa con qualsiasi cosa, per un attimo mi ero illuso di trovare anche qualche polverina speciale, in ogni caso riesco a scovare anche quella di mais. Mi avvicinò alla cassa, si parla sottovoce. Ormai ce l’ho quasi fatta, non vedo l’ora di uscire. Dietro la cassiera manifesti che invitano a corsi di meditazione, psicologia naturale ma quando ho letto a caratteri cubitali “Adotta una zolla” ho avuto una irrefrenabile voglia di uno spritz con l’aperol.

Risultati immagini per bio shopping

Tiziana Cantone

Tiziana

Tu mi hai deluso mondo

mi ero fidata di voi

e ho sbagliato due volte

mi avete fatta camminare

attaccata allo specchio

che non rifletteva più

il mio essere

continuavate a gettargli

fango addosso

ridendo e insultandomi

perfino godendo

e io non riuscivo più

a vedere la mia bellezza

o almeno il mio decoro

che sognavo di notte

lavando lo specchio

con le mie lacrime

e che al mio risveglio

ritrovavo più nero di prima

ma ora sono libera

tra le braccia

di Colui che

sa guardare

con il vero amore

di cui avevo bisogno

 

L.Tabarini

 

Citazioni L. Tabarini (parte 2)

Quando il desiderio di amare qualcuno diviene pretesa o ambizione si va incontro a delusione certa perché l’aspettativa di essere ricambiati è appollaiata lì sopra di te in attesa di ferire la sua preda: il tuo cuore

Le persone bisogna saperle prendere… una volta, due, tre…ma poi mi sembra che se ne approfittino, e pare anche che siano sempre le stesse…magari pensano anche di aver ragione, o che sia loro diritto comportarsi in un certo modo e che la nostra mitezza o perdono siano atti dovuti o scontati, in un certo senso vengono anche protette perché si tende a chiudere un occhio su certi loro comportamenti che non sono notati, e loro continuano a navigare con il vento in poppa, in pompa magna.

Anche ricevere un sms con la richiesta di passare a comprare dei pomodori non è così scontato. Vuol dire esistere, essere in panchina, ma della partita.

Uno può sbagliare nella sua vita per varie ragioni. I veri amici cercano di aiutare, capire o almeno ascoltare. Altri giudicano o se ne sbattono, altri si comprano una verità che fa loro più comodo.

Perseguire verso l’ultimo spiraglio del dialogo può aprirci porte di luce e comunque ci rende liberi.

Anche il terreno più arido se irrigato e concimato può rivelare delle sorprese.

Non siamo padroni di noi stessi, se crediamo ciò è solo superbia.

Una bella sessione di sesso è noto che stempera la tensione creatasi poco prima tra due persone ma non risolve il problema. Si tratta più che altro di uno sfogo, il cui effetto si esaurisce poco dopo.

Se due persone sono adulte e libere di intrecciare una relazione non ha senso patire, soffrire o nascondere qualcosa, i giochetti sono tollerabili fino a 17 anni.

Le verità non sono mai due o più di due. La verità è sempre una sola. Il punto critico è riuscire a comprendere fino in fondo il perché l’altro abbia un’altra verità. Quando si raggiunge questo traguardo di comprensione siamo già in uno stadio di amore.

Se uno dice “Devi fare quello che vuoi o che senti” non ti lascia la libertà ma ti impone una cosa. Il filo è sottile. Meglio un consiglio con il cuore di un amico e poi fai lo stesso ciò che ti senti.

E’ nato prima l’uovo o la gallina? E’ nato prima facebook o la solitudine?

Per chiedere scusa non serve esser convinti di aver sbagliato ma può bastare la sensibilità di sentire il disagio o la sofferenza dell’altro…se riuscissimo a fare questo passo il mondo sarebbe migliore.

Beppa e Teofilo

Beppa e Teofilo abitavano di fronte a casa mia quando ero piccolo. Dal mio terrazzo vedevo la loro casetta, il loro campo e talvolta anche loro al di là della strada.

Erano due anziani forse neanche troppo ma nella mia fanciullezza mi sembravano due vecchietti.  Avevano un figlio che però viveva a Milano e ritornava solo una volta all’anno. Dal mio cortile sentivo anche le loro voci quando Beppa lo chiamava perché il pranzo o la cena erano pronti.

Teofilo disponeva di un birocc ossia di un carro con il motore davanti e un posto di guida che utilizzava per i vari lavori. Quando lo accendeva produceva un rumore assordante che copriva tutto il resto. Nello sforzo di tirare la corda per azionare il motore le sue guance divenivano rosso paonazzo perché lui soffriva d’asma e lo vedevo spesso costretto a rifiatare all’ombra. Aveva anche un naso piuttosto pronunciato e rotondo che donava al suo aspetto un che di simpatico. I suoi occhi erano di color azzurro buono. Beppa si occupava delle faccende domestiche ma all’occorrenza si attrezzava per aiutare suo marito nei campi. Allevavano qualche gallina, conigli e un paio di tacchini. Mi ricordo che erano soli e quando io attraversavo la strada per stare un po’ con loro erano felicissimi e mi dedicavano tanta attenzione chiedendomi della scuola o altre cose. Beppa era innamorata di Teofilo e anche lui lo era di lei, lo si vedeva dai loro sguardi e dalla dolcezza di come si rivolgevano tra loro la sera.

Mi ricordo che d’estate il giovedì sera, sapendo che mi piaceva guardare un programma chiamato “Giochi senza Frontiere” ebbero l’idea di spostare il carrello della televisione fino alla porta d’ingresso in modo da sederci e guardarlo insieme seduti su una panca fuori mentre le lucciole danzavano poco distanti. Dovevano tenere il volume piuttosto alto perché le cicale disturbavano come gli alunni più vivaci.

Beppa e Teofilo non erano i miei nonni però ho sempre nutrito un grande affetto per loro, poi quando mi sono trasferito dal mio paese li ho persi un po’ di vista limitandomi a visitarli di tanto in tanto, negli ultimi tempi ci andavo anche con la mia morosa Barbara.

Secondo me sarebbero stati dei nonni perfetti e credo che interiormente abbiano sempre sofferto di non aver avuto dei nipotini da accudire e veder crescere insieme a loro. Con il tempo le condizioni respiratorie di Teofilo peggiorarono fino al suo ricovero e dipartita. Per Beppa purtroppo il destino aveva riservato una morte violenta seguita ad un’aggressione da parte di un balordo che la ferì mortalmente.

Loro vivevano in modo modesto e discreto, erano piuttosto riservati però io non li dimenticherò mai e sarò felice un giorno di rincontrarli e abbracciarli.

 

Citazioni L. Tabarini (parte 1)

Si può perdonare qualsiasi cosa del passato ma non l’incertezza del presente o i dubbi sul futuro.

Oggi sei falso e ti amano credendoti vero, domani sarai vero e ti condanneranno giudicandoti falso

Ci sono poche scene tenere nella vita come quella di un muratore con le mani grosse e usurate mentre goffamente tiene in mano un mazzo di fiori da regalare alla sua donna.

Un’esitazione…e nulla sarà più quello che avrebbe potuto essere.

Le cose non dette assumono un’importanza solamente per il fatto di non essere state dette.

Vivo una vita che non sento mia, eppure lo è e dunque sono questo perché vivo questo.Ma io so di essere un altro, da qui il conflitto, a volte mi avvicino a vivere il mio essere e sono più felice.

 Ho imparato un po’ a vivere con il cuore in mano e non più protetto sotto la mia pelle, esposto alle intemperie della vita ma anche al calore del sole. Voglio vivere così d’ora in poi.

 Le persone false sanno di esserlo, questa è già per loro una grande condanna.

 La vita è questa, quella nella quale ti sei svegliato stamattina.

Tu sei questo e sei quello, a volte vivi uno e ti affidi ad uno, a volte sei altro o ti lasci condizionare da altro ed esci dal tuo percorso e ti inquini e ti perdi e guardi indietro e non capisci più dove sei e perché l’hai fatto. Gli altri mutano, cambiano i loro volti verso di te e si avvicinano e si allontanano e tu ti smarrisci, sei confuso, poi qualcuno ti guarda, lo riconosci, un amico, un fratello o un figlio e lui ti riconosce e senti di nuovo caldo e ritorni a capire chi sei. Alla fine riconosci te stesso nel volto di un altro.

Il sacrificio viene dopo il desiderio. Se si desidera una cosa con il cuore si fanno mille sacrifici ma se si fanno sacrifici per cose che non si desiderano prima o poi si molla

Il bigotto non è colui che ti dice: “Io non la penso così, secondo me stai sbagliando, non credo sia giusto comportarsi in questo modo” ma piuttosto chi, di fronte alla tua sincera confidenza ti dice: “Io non giudico nessuno” ma poi non si fa più sentire, non ti cerca e se può ti evita. Questo è un giudizio ancora più pesante, che fa più male perché quasi sempre proviene da qualcuno cui tieni.

Uno dei momenti più deprimenti è quando confessi ad una donna che devi metterti a dieta e lei continua a sorseggiare il caffè annuendo senza scomporsi.

Mattino di agosto

In queste bellissime e terse mattinate di fine agosto i primi raggi del sole illuminano e riscaldano anche un piccolissimo quadrato di terra e un comune fiorellino mentre le nobili rose sono ancora all’ombra intirizzite. È un segno che l’Amore non si dimentica di nessuno. Per questo bisogna non smettere di sperare.

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